COS’E’ LA SOSTENIBILITA’
Sostenere (mantenere qualcosa in equilibrio) in questo caso equilibrio tra sviluppo e natura.
• Ogni tipo di attività dell’uomo,sia esso economico, culturale,dipende dalla qualità delle interrelazioni tra società e natura.
• Proseguire uno sviluppo sostenibile comporta un approccio integrato con tematiche ambientali a cui si conformano tutti i soggetti coinvolti.
• Lo sviluppo sostenibile presuppone la conservazione dell’equilibrio generale del patrimonio naturale.
Quindi, non basta combattere l’inquinamento o salvare le specie in via di estinzione,ma occorre una strategia globale.
I paesi sviluppati pur comprendendo solo un quarto della popolazione mondiale, consumano l’80% dei beni del mondo.
I paesi in via di sviluppo consumano il loro ambiente ele loro risorse rinnovabili più rapidamente di quanto possano ricostruirlo.
Il concetto di “SVILUPPO SOSTENIBILE” offre una indicazione per una strategia ambientale,tenendo conto della compatibilità ambientale,ma anche delle aspirazioni dei paesi in via di sviluppo e le necessità delle popolazioni future.
Le possibili linee guide per uno sviluppo sostenibile sono:
• sviluppo delle energie rinnovabili
• efficienza nell’uso dell’energia
• rimboschimento
• controllo demografico
• protezione del suolo agricolo
LE PRINCIPALI DIMENSIONI DELLA SOSTENIBILITÀ
Sostenibilità Ambientale:
• capacità di mantenere nel tempo qualità e riproduzione delle risorse naturali; mantenimento dell’integrità dell’ecosistema per evitare che degli elementi da cui dipende la vita si alterano; preservazione delle diversità biologiche.
Sostenibilità Economica:
• capacità di generare,in modo duraturo, reddito di lavoro, sostentamento della popolazione; ecoefficienza dell’economia intesa,in particolare come razionale ed efficiente delle risorse, con la riduzione dell’impiego di quelle non rinnovabili.
Sostenibilità Sociale:
• capacità di garantire condizioni di benessere umano ( sicurezza, salute, istruzione ma anche divertimento, serenità, distribuite in modo equo tra strati sociali, età e generi in particolare tra comunità attuali e quelle future.
Sostenibilità istituzionale:
• capacità di assicurare condizioni di stabilità,della partecipazione, informazione, giustizia.
RIO DE JANERIO 1992 (CONFERENZA AMBIENTALE E SVILUPPO)
E’ stata, la più grande conferenza della storia per numero di partecipanti:183 paesi rappresentati da oltre 10.000 delegati ufficiali,un centinaio fra capi di stato e di governo,15.000 fra ambientalisti e rappresentanti di organizzazioni non governative,industriali, indios, religiosi e giornalisti.
Trentamila persone arrivate dai cinque continenti pronti a mettere in discussione il futuro dello sviluppo dell’umanità.
Fu l’occasione per una serie di grandi confronti fra diverse visioni dello sviluppo e quindi delle priorità della vita dell’uomo.
Sostanzialmente in questa conferenza si stabiliva un codice di comportamento etico ambientale per gli stati, un documento riduttivo e non vincolante per i paesi firmatari ma cionostante di grande portata.
La Dichiarazione di Rio su ambiente e sviluppo contiene 27 principi generali.
Tra i principali:
• l’uomo è al centro dello sviluppo sostenibile
• gli stati hanno sovranità sulle proprie risorse e non devono causare danni ai paesi confinanti.
• L’eliminazione della povertà è requisito primario per lo sviluppo sostenibile.
• Deve istaurarsi un’alleanza mondiale nello sforzo comune di salvaguardia dell’ambiente e gli stati hanno una responsabilità comune ma differenziata di fronte alle problematiche e alle responsabilità che riguardano la tutela ambientale.
• Una politica di prevenzione nella protezione dell’ambiente va adottata anche in assenza di certezza scientifica, ovvero deve valere il “principio precauzionale ”.
Fra gli altri principi sono da sottolineare quelli che auspicano una cooperazione fra stati al fine di arrivare veramente allo sviluppo progressivo del diritto internazionale in materia di tutela ambientale.
La Dichiarazione dei principi per la gestione sostenibile delle foreste sancisce i principi per la gestione,la conservazione sostenibile delle foreste.
La Convenzione quadro delle nazioni unite sui cambiamenti climatici con l’obbiettivo di stabilizzare le emissioni di gas a effetto serra ad un livello che non metta in pericolo il clima mondiale. Solo con il protocollo di Kjoto sono state fissate in modo giuridicamente vincolante le riduzioni delle emissioni dei gas ad effetto serra più importanti.
La Convenzione sulla biodiversità ha l’obbiettivo che quest’ultima non venga a lungo termine messa in pericolo ulteriormente.
Entrata in vigore nel 1994, stati firmatari 24 paesi industrializzati ,l’unione Europea, 14 paesi in economia in fase di transizione.
PROTOCOLLO DI KIOTO 1997
Il protocollo di Kioto è un trattato internazionale che si pone l’obbiettivo di salvaguardare il clima attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra. E’ stato firmato nel dicembre del 1997 da oltre 160 paesi impegnando i soli paesi industriali (non i paesi in via di sviluppo, per evitare di ostacolarne la crescita economica) a tagliare entro il 2008 – 2012 almeno il 5%- rispetto ai livelli del 1990, la produzione dei maggiori responsabili del surriscaldamento del pianeta, identificati in 6 gas:
• metano,
• protossido di azoto,
• idrofluorocarburi,
• perfluorocarburi,
• esafluoro di sodio
• anidride carbonica che contribuisce da sola al 63% alle emissioni di gas serra.
Il protocolla indica le aree in cui gli aderenti dovranno intervenire con piani settoriali,volti a ridurre le emissioni su scala nazionale: grandi industrie, trasporti,produzione di energia e altro.
I paesi industriali dovranno attuare nuove politiche ambientali per l’assorbimento del carbonio, in altre parole, potenziare boschi, foreste, e coltivazioni agricole.
Ad ottobre del 2004 anche la Russia, responsabile del 17,4% delle emissioni, ha ratificato l’accordo, facendo raggiungere il quorum per rendere il protocollo legalmente vincolante.
Sono invece 5 i paesi che pur avendo firmato il protocollo non hanno ratificato:
• USA
• Australia
• Kasakistan
• Croazia
• Principato di Monaco,
che hanno detenuto il record mondiale di emissioni pro- capite di gas a effetto serra.
Ma nonostante l’assenza eccellente degli USA, che con il 36,1% del totale delle emissioni globale, è il paese che più inquina al mondo, l’intesa diventa operativa ed il 16 febbraio 2005 segna la data ufficiale dell’entrata in vigore del Protocollo di Kioto.
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